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giovedì 1 ottobre 2009

Ancora citazioni...

Qualche giorno fa ho finito di leggere l'autobiografia di Stefan Glowacz, un arrampicatore bavarese che ha cominciato la sua carriera dall'arrampicata sportiva per arrivare all'alpinismo su grandi pareti, in posti dispersi attorno al globo... negli anni sto tipo ha maturato un'etica dell'arrampicata tutta sua, che include come parte integrante dell'avventura l'avvicinamento, fatto rigorosamente "by fair means", cioe' senza l'ausilio di mezzi quali elicotteri, aereoplani o portatori. Questo l'ha portato a raggiungere l'Antartica dalla Terra del Fuoco in barca a vela, a pagaiare in kayak nelle acuqe della Groenlandia e dell'isola di Buffin, per poi scalare pareti spesso sconosciute e a malapena rintracciabili sulle mappe.



Due frasi mi hanno colpito in particolar modo:

"Non mi ponevo la domanda sul significato del tutto. Il senso del mio agire era l'agire stesso. Mi realizzavo nel movimento. Quindi il culmine dell'insuccesso non era rappresentato dalla caduta, bensi' dallo stato di inattivita'."


Mi piacerebbe potermi rispecchiare in questa frase.. ma non posso. So bene che per mia natura non sono una persona attiva, o sempre in movimento. Infatti ogni volta ho sempre bisogno di qualcuno che mi supporti e che mi inciti. E' la scintilla iniziale quella che mi manca, poi una volta che sono partito le cose vengono da se...

"[...] le montagne hanno il potere di rivelare ogni menzogna e consentono di riconoscere se stessi e gli altri. Prima o poi tutti gettano la maschera. Nelle situazioni estreme ogni sfaccettatura della personalita' emerge in forma concreta."


Stefan Glowacz
On the Rocks

domenica 4 marzo 2007

He turned on the tensor beside the Hosaka. The crisp circle of light fell directly on the Flatline's construct. He slotted some ice, connected the construct, and jacked in.
It was exactly the sensation of someone reading over his shoulder.
He coughed. "Dix? McCoy? That you man?" His throat was tight.
"Hey, bro," said a directionless voice.
"It's Case, man. Remember?"
"Miami, joeboy, quick study."
"What's the last thing you remember before I spoke to you, Dix?"
"Nothin'."
"Hang on." He disconnected the construct. The presence was gone. He reconnected it. "Dix? Who am I?"
"You got me hung, Jack. Who the fuck are you?"
"Ca--your buddy. Partner. What's happening, man?"
"Good question."
"Remember being here, a second ago?"
"No."
"Know how a ROM personality matrix works?"
"Sure, bro, it's a firmware construct."
"So I jack it into the bank I'm using, I can give it sequential, real time memory?"
"Guess so," said the construct.
"Okay, Dix. You are a ROM construct. Got me?"
"If you say so," said the construct. "Who are you?"
"Case."
"Miami," said the voice, "joeboy, quick study."
"Right. And for starts, Dix, you and me, we're gonna sleaze over to London grid and access a little data. You game for that?"
"You gonna tell me I got a choice, boy?"
Neuromancer - William Gibson