venerdì 2 dicembre 2016

Poiane d'oro

Chi mi conosce un po' sa che non mi viene facile parlare in pubblico. Forse è anche per questo che stasera, insieme a un po' di sana codardia, durante la cena non ho avuto la prontezza di alzarmi e pronunciare quelle due parole che avrei voluto.

A costo di scadere nell'ovvio, ci tengo a dire che le salite fatte quest'anno, sono state possibili solo grazie ai miei compagni, di adesso e di sempre. A chi mi ha dato un nuovo spunto per riscoprire le montagne, a ingaggiarmi in nuove avventure, e che merita questo modesto trofeo tanto quanto me. Ai vecchi compagni con i quali ne hai fatte mille e mille ancora ne faresti, che a volte spariscono per un po', e che poi tornano, che tanto loro "ti sanno" con uno sguardo. Ai vecchi guerrieri e ai maestri, che sanno quello che sarà perchè hanno già visto quello che fu. Ai compagni di resina, perchè da qualche parte dovrai pur sentirti a casa. A quelli più forti e più coraggiosi, che ti ricordano che rimani sempre un pivello. A quelli che c'hanno il concetto di scalare male da dio, che se non ci ridi sopra sei fottuto.

Poi c'era tutto un viaggio mentale sul fatto che una poiana ha due ali, e che con un'ala sola non riesce a volare e che il corpo della poiana rappresenta la passione per la montagna... ma forse è meglio che si va a scalare e poche pugnette. 

lunedì 21 novembre 2011

"Rien n'est figé et nos objectifs sont innombrables." - P.B.

martedì 4 ottobre 2011

"The hardest thing in the world is to simplify your life.
It's so easy to make it complex." - 180° South Movie -

mercoledì 8 settembre 2010

Questa mattina mi sono svegliato con un rumore leggero ma insistente, come di qualcosa che si stesse sfilacciando. E dopo pochi secondi - SBAM!! - il MI della mia chitarra era partito. Strano modo di svegliarsi.

sabato 12 dicembre 2009

Thanksgiving Day at MSU

Non c'era proprio nessuno per strada quel giorno. Dovevo incontrarmi in laboratorio con il dottor Jain. Lui era tornato dalla Corea da solo due giorni mentre io avrei lasciato East Lansing il giorno dopo. Considerando che c'era stato di mezzo pure il Thanks Giving Day, quella mattinata era l'unico momento in cui potevamo incontrarci prima della mia partenza. In qualche modo quindi ero riuscito a svegliarmi ad un orario decente, nonostante non avessi alcun tipo di sveglia o orologio. Di tre cellulari che avevo, nemmeno uno dava piu segni di vita da circa un mese. I due che m'ero portato da casa avevano lentissimamente finito la carica, ed è stato in quel momento che, con mia grande sorpresa, ho scoperto che in america la corrente elettrica ha un voltaggio diverso. e quindi avere l'adattatore non sempre è sufficiente. Il cellulare plasticone da thirty bucks che avevo comprato, invece, l'aveva sciacquato Fito dentro ad un bicchierone di caffe la prima mattina che abbiamo passato a Chicago. Per tutti i seguenti 20 giorni di viaggio ho mantenuto la convinzione che quel cellulare potesse ancora ripigliarsi. Mi sbagliavo. Ad ogni modo. Non c'era proprio nessuno in giro quella mattina. Ed era particolarmente freddo. C'era ancora la brina per terra nonostante fossero già le 10:30am. La prima cosa che ho pensato è stato "ok. sono dentro un film." avevo un paio di opzioni: "1. stile Truman Show: ERO dentro un film ma non lo sapevo. erano tutti attori e comparse. siccome ieri e oggi è Thanksgiving Day sono tutti a casa e oggi nn si gira. 2. stile 28 Giorni Dopo: SONO dentro un film ma sono tutti morti o infettati. quindi da un momento all'altro da quell'edificio laggiu sbuca un'orda di zombie. e sono cazzi.". Poi è passata una macchina. Guidava normale. Niente film. Strano forte comunque. Una volta arrivato davanti all'edificio di ingegneria, mi rendo subito conto che non sarà facile quanto credevo entrare in laboratorio. Tutte le porte esterne sono chiuse e non ho le chiavi. Contavo di beccare qualcuno che mi aprisse. Ma non c'era veramente nessuno. L'edificio è grande. Ci metto circa 20 minuti a percorrere tutto il perimetro per controllare tutti gli ingressi. Gli edifici del campus sono tutti molto grandi e complessi. Ed estremamente rumorosi. Dentro ti ci perdi e muori di freddo. Fuori ti stordiscono dal casino del sistema di condizionamento dell'aria e non so quali altri sistemi. Quasi che hanno vita propria. Comunque hanno un loro che. Con tutti gli alberi attorno e nelle corti interne, e rampicanti che salgono ovunque. Gli uccellini e gli scoiattoli che ci si arrampicano sopra. Scoiattoli ovunque. Ad ogni modo. Non c'è stato verso di entrare. Quindi torno a casa. Scrivo un'email al prof. Scrivo a Kien, che abita vicino a me e in qualche modo ci mettiamo d'accordo perchè mi allunghi le chiavi. Alla fine invece preferisce accompagnarmi e aprirmi. Lungo la strada mettiamo sotto uno scoiattolo. Nonostante provi a sminuire l'accaduto noto che Kien rimane profondamente turbato dall'uccisione. Lo capisco. Quando entro apro la porta del laboratorio trovo Soweon che mi guarda pietrificata per alcuni lunghi secondi. Temeva fosse il dr. Jain. Nonostante io abbia appena perso l'occasione per salutarlo e ringraziarlo per l'ospitalità, Soweon si tranquillizza subito e sorride rilassata quando le spiego che molto probabilmente il dr. Jain nn tornerà in ufficio fino al giorno dopo.

giovedì 1 ottobre 2009

Ancora citazioni...

Qualche giorno fa ho finito di leggere l'autobiografia di Stefan Glowacz, un arrampicatore bavarese che ha cominciato la sua carriera dall'arrampicata sportiva per arrivare all'alpinismo su grandi pareti, in posti dispersi attorno al globo... negli anni sto tipo ha maturato un'etica dell'arrampicata tutta sua, che include come parte integrante dell'avventura l'avvicinamento, fatto rigorosamente "by fair means", cioe' senza l'ausilio di mezzi quali elicotteri, aereoplani o portatori. Questo l'ha portato a raggiungere l'Antartica dalla Terra del Fuoco in barca a vela, a pagaiare in kayak nelle acuqe della Groenlandia e dell'isola di Buffin, per poi scalare pareti spesso sconosciute e a malapena rintracciabili sulle mappe.



Due frasi mi hanno colpito in particolar modo:

"Non mi ponevo la domanda sul significato del tutto. Il senso del mio agire era l'agire stesso. Mi realizzavo nel movimento. Quindi il culmine dell'insuccesso non era rappresentato dalla caduta, bensi' dallo stato di inattivita'."


Mi piacerebbe potermi rispecchiare in questa frase.. ma non posso. So bene che per mia natura non sono una persona attiva, o sempre in movimento. Infatti ogni volta ho sempre bisogno di qualcuno che mi supporti e che mi inciti. E' la scintilla iniziale quella che mi manca, poi una volta che sono partito le cose vengono da se...

"[...] le montagne hanno il potere di rivelare ogni menzogna e consentono di riconoscere se stessi e gli altri. Prima o poi tutti gettano la maschera. Nelle situazioni estreme ogni sfaccettatura della personalita' emerge in forma concreta."


Stefan Glowacz
On the Rocks

lunedì 7 settembre 2009

pensieri a random, dalla groenlandia in kayak al grand river in canoa passando per pulotti e comparse varie

ho trovato il viaggio in kayak per la prossima estate... groenlandia.
dai ormai all'elba abbiamo capito come funziona. ora possiamo passare al livello successivo :)

http://www.verticalvision.pl/ (fotoblog)
http://www.youtube.com/watch?v=-vN66JLwSmI
http://www.youtube.com/watch?v=YhnDbEPxJjY

no... dico... notare i kayak sotto a sinistra.
sti tipi sono avanti tanto.



o comunque sti due tipi mi hanno gasato proprio. al di la dell'arrampicare. in groenlandia, per fare seakayaking, ci tornerei veramente volentieri se non fosse che è giusto un po fuori mano :)

poi ieri notte sono andato in canoa con dei ragazzi del laboratorio che c'era la luna piena. con tanto di picnic notturno in mezzo al fiume.

che figata.





la luna che si rifletteva sul fiume piatto. ad un certo punto quando un castoro è saltato fuori dall'acqua di fronte a me sono riuscito anche a pensare che fosse un coccodrillo. cazzo sembrava di stare sul rio delle amazzoni! gli alberi alti e neri tutto attorno e il rumore della pagaia che spinge sull'acqua. e poi le storie del Dr.Stockman (di origine siciliana sembra. tra l'altro qua è una figata che tutti c'hanno un'origine. non americana intendo. però lo dicono in modo strano. ne ho beccato uno di origine polacca, poi una che dice di essere mezza tedesco e mezza francese ma forse anche un po belga però principalmente tedesca, e poi va be un botto di cinesi indiani coreani arabia sauditi etc, poi ovviamente ci sono anche un sacco di americani. quelli doc. nelle varie declinazioni. eh eh. quanto rido. che secondo me comunque sono tutte ex comparse di film, ma veramente. i ragazzi invece sembrano tutti usciti da un video dei blink o di 2pac. i pulotti poi mi fanno troppo ridere. che ci credono troppo. quando fermano qualcuno, e lo fanno molto spesso a quanto pare, macchina parcheggiata dieci metri piu indietro non si sa perchè, esce dalla macchina letamente, si avvicina con lo sguardo fisso sul tipo che guida, camminata stile robocop, poi guardano dentro con aria incazzata stando comunque a 3 metri dallo sportello come se il tipo dovesse sparargli da un momento all'altro. mamma mia. va be).

la mia "spedizione" invece è un tantino piu modesta di quella dei due polacchi scoppiati qua sopra, ma non meno avvincente e piena di imprevisti e soddisfazioni.

mete e obiettivi sono altri. ma sempre si tratta di mettersi alla prova in posti nuovi, cercando di migliorarsi.
oilà che paroloni! eh eh

ciao a tutti.
vado a nanna (che ora c'ho pure le lenzuola e il cuscino. olè!).